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Per la ripresa del riformismo P.S.Labini (con A.Roncaglia)

 

Per la ripresa del riformismo P.S.Labini (con A.Roncaglia)

Edizione elettronica in file pdf, a uso libero

 In Estratto,dalla prefazione dell’antologia.

Da questa pur sommaria antologia sul riformismo emergono
almeno cinque grandi temi:

1.Proposte per la democrazia industriale: partecipazione dei
lavoratori agli utili, agli aumenti di produttività, alle decisioni
riguardanti gl’investimenti e le innovazioni, alle assegnazione
delle mansioni; azionariato popolare e diverse forme di
cogestione.
2. La scuola, la formazione, il lavoro e la ricerca. Lavori non
alienanti e lavori gratificanti.
3. La riforma del mercato del lavoro, gli ammortizzatori
sociali e le garanzie per le nuove figure di lavoratori.
4. La riorganizzazione dello stato sociale.
5. L’Europa e i diritti civili. L’azione europea per l’ambiente,
le migrazioni e per l’Africa sub-sahariana. Tre centri
d’iniziativa e di coordinamento (istruzione, formazione di
esperti, sanità).
Sono temi fondamentali per tutte le forze politiche, di sinistra
e di destra – ad esclusione della destra reazionaria e di quella
berlusconiana, che non è destra.
Per la ripresa del riformismo
Dagli scritti scelti si evidenzia, senza possibilità di equivoco,
il rapporto tra contenuti di una politica riformista e difesa della
democrazia liberale e dello stato di diritto, che, con mirabile
lungimiranza, alcuni dei protagonisti sottolineano e in difesa
dei quali Opposizione Civile è nata e svolge la sua attività.
L’Antologia, infine, è utile per fare chiarezza sull’ambiguità
dell’uso del termine “Riformismo”, che configura una vera
e propria “corruzione del linguaggio”, dal momento che,
soprattutto nel nostro paese, i protagonisti delle violazioni
dello stato di diritto, veri campioni di controriforme e di
restaurazione, cercano di accreditarsi come riformisti.
Opposizione Civile*

La crisi italiana di Paolo Sylos Labini

 Edizione elettronica a uso libero

 Inestratto.

1. LE ORIGINI DELLA CRISI
Quella che stiamo vivendo è una crisi grave e sconcertante. Molti pensavano che l’Italia stava uscendo da un periodo oscuro, dominato da numerosi sintomi di degenerazione, fra cui una dilagante corruzione, per entrare in tempi brevi in una fase di miglioramento politico e sociale. Finora di questo miglioramento non c’è alcuna indicazione, anzi, pare che sia in atto un grave peggioramento: aumenta giorno per giorno il numero di coloro che si vanno convincendo che siamo caduti dalla padella nella brace (con diversi elementi positivi a favore della padella).
Lo svolgimento ha preso avvio poco meno di tre anni fa dalle inchieste aperte da alcuni giudici di Milano sulle così dette tangenti – che sarebbe più corretto definire secanti, come mi faceva notare un amico matematico -; le inchieste, oramai passate alla storia col nome di Tangentopoli, sono tuttora in corso.
Per cercare di comprendere quel che sta accadendo in un modo non superficiale dobbiamo cercare di andare oltre gli eventi contingenti e di considerare la crisi in atto adottando una prospettiva più ampia. A questo scopo possiamo prendere le mosse dalla concezione di Adamo Smith, il quale, prima di essere un economista, era un filosofo.
Secondo Smith, per cercare di comprendere l’evoluzione di una determinata società conviene studiare tre aspetti: cultura, istituzioni ed economia. Interpretando Smith, possiamo dire che la cultura comprende l’istruzione, l’etica, le abitudini, le idee e le ideologie prevalenti nella società. Le istituzioni comprendono le forme organizzative e l’assetto giuridico della società sia nella sfera del diritto pubblico che in quella del diritto privato. L’economia in senso proprio comprende le risorse naturali e la posizione geografica e riguarda la produzione e il commercio dei beni e le relazioni che si stabiliscono fra gli uomini nelle attività produttive e commerciali. I tre aspetti vanno visti unitariamente; così, la crescita della produzione e degli scambi è fortemente condizionata, anche se non puntualmente determinata, dall’evoluzione della cultura e delle istituzioni.
In questo periodo in Italia stiamo vivendo una crisi multipla: ideologico-politica, istituzionale ed economica.

L’obbedienza non è più una virtù

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  • Introduzione
  • I testi
  • I cappellani militari e l’obiezione di coscienza
  • Lettera ai cappellani Militari Toscani che hanno sottoscritto
  • il comunicato dell’11 febbraio 1965
  • Lettera ai giudici
  • Vita di don Lorenzo
  • Bibliografia minima


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