
Fonte : Reset ”libere voci della società civile”
L’iniziativa dell’Opa Unipol su Bnl “non poteva non suscitare l’interesse del mondo politico che non soltanto è, ma deve essere, come accade in tutto il mondo occidentale, sensibile agli assetti economici e finanziari”.
Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori dell’Ulivo, tra gli esponenti Ds intercettati nell’ambito dell’inchiesta milanese, offre con una lettera al Corriere della Sera la sua versione dei fatti, confermando il suo “rammarico” per “il mancato successo di quella operazione”.
Nella missiva, quasi una memoria scritta, Latorre ricostruisce le tappe della vicenda dimostrando come “nonostante il clamore”, “nulla è stato poi osservato in merito al periodo in cui queste conversazioni sono avvenute: in quel momento – sottolinea, date alla mano, l’esponente ds – nulla più poteva essere fatto per creare i presupposti per l’insider trading o l’aggiottaggio.
Le azioni erano già state acquisite e i giornali, infatti, avevano già dato notizia dell’Opa”. Insomma, prosegue Latorre, “ritengo che non ci sia alcunché di illecito in questi comportamenti né tanto meno di opaco”.
Puntando il dito contro la “fuga di notizie” e il mancato accertamento dei responsabili, il vice capogruppo ulivista ribadisce infine la sua disponibilità “a fornire ogni chiarimento ritenuto necessario nelle sedi opportune a prescindere dal mio ruolo di parlamentare.
Ci sono poi prerogative che sono nella esclusiva disponibilità della Giunta per le autorizzazioni del Parlamento. Io – conclude – condividerò ogni decisione presa in quella sede, tanto più quella di autorizzare l’uso delle intercettazioni”.
Ci Prendono per i Fondelli, QUESTI SONO SENATORI E CREDONO DI MELEGGIARE I CITTADINI.
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