Archivio per la categoria 'Iniziative'

Il Riformismo Di Carlo Azeglio CIAMPI

6 luglio ore 18,30
Presentazione del volume IL RIFORMISMO DI CIAMPI
L’attualità politica e la lezione di Ciampi.
Se ne discuterà con il MINISTRO ON. VANNINO CHITI
Livorno, “La Caprillina”

Messaggio di Carlo Azeglio Ciampi a Gianfranco Lamberti
6 Luglio 2007

( Pubblicato sul Tirreno, del 06/07/2007)

Caro Lamberti,
desidero innanzitutto rinnovare quel ringraziamento che ebbi occasione di manifestarLe quando, con un gesto di squisita cortesia, venne di persona a consegnarmi il primo numero della nuova serie di Confronto, che una scelta editoriale che mi onora ha interamente dedicato al concittadino Ciampi. Il titolo della rivista sottende un programma ambizioso e impegnativo. Realizzarlo richiederà una tensione costante affinché il “confronto” non resti uno dei tanti termini spesi con disinvoltura, appartenente a un lessico di circostanza, convenzionale e vuoto.
Ascoltiamo e leggiamo fin troppe parole distribuite gratuitamente.
Il confronto, invece, costa. Costa fatica, pazienza, umiltà; esige coraggio e lungimiranza, fermezza e flessibilità, passione ed entusiasmo, senso del limite, sempre.

A ben vedere il compito che con la Rivista vi siete dati non è facile; può essere, nell’immediato, avaro di soddisfazioni, ma è un cammino che vale la pena di seguire, vincendo la stanchezza, sempre in agguato dopo le immancabili delusioni. D’altra parte come livornesi abbiamo un vantaggio che chiamerei antropologico: nel tempo è stata la realtà dei fatti a imporci il confronto. Abbiamo così avuto modo di apprendere che convivere e familiarizzare con genti diverse per nazionalità, religione, etnia si può ed arricchisce. Il confronto continuo con l’altro da noi ha forgiato il tipo umano del livornese. Il porto, poi, luogo attrezzato per offrire sosta e riparo, è in sé simbolo di apertura e di accoglienza.

Al nostro presente la storia sta imprimendo un’accelerazione forte, che sovente ci trova spiazzati; la sentiamo pericolosamente incombente. Sono sentimenti comprensibili, soprattutto in quelli di noi meno giovani.
Fatichiamo a capire in quale direzione stia andando il mondo, con la sua realtà di contraddizioni, causa di lacerazioni insanabili: conquiste prodigiose in molti campi e plaghe di barbarie da secoli bui. In particolare dal Sud del mondo proviene una richiesta, che può diventare ultimativa, di contare di più, di accedere a livelli di vita più simili, o se volete, meno diseguali rispetto ai nostri.
Se il mondo sviluppato non saprà trovare risposte concrete, nubi ancora più minacciose si addenseranno al nostro orizzonte.
Già ora, neanche troppo lontano, sull’altra sponda del Mediterraneo, il non risolto conflitto mediorientale, che vede un popolo senza un territorio e pressoché privo dell’indispensabile per vivere e un altro costantemente esposto alla minaccia terroristica, rischia di deflagrare su scala globale per la miccia accesa dai fondamentalismi religiosi.

Certamente questi sono problemi di cui deve farsi carico in primo luogo la comunità internazionale; ma ogni uomo di buona volontà deve fare la sua parte. Essere uomini di buona volontà vuol dire aprirsi al dialogo; per dialogare bisogna essere disponibili al confronto, di idee, di opinioni, di stili di vita. Confrontarsi vuol dire conoscersi, conoscersi vuol dire superare il pregiudizio e con esso la diffidenza, la paura per ciò che è diverso.
Confronto e dialogo sono la via che ci è data per essere uomini tra gli uomini. Con le vostre iniziative – l’Associazione culturale e la Rivista – avete scelto di percorrerla questa via.
L’augurio più sentito che mi sento di rivolgere al vostro impegno, è quello di contare, sempre più numerosi, i giovani come lettori della Rivista e come collaboratori attivi dell’Associazione. È quella dei giovani la platea privilegiata cui rivolgere le vostre cure; sono loro i primi destinatari della vostra opzione culturale, che è innanzitutto una scelta di metodo per contribuire a rendere questo nostro mondo un po’ più vivibile, per far sì che la prospettiva di un futuro non resti privilegio di pochi.

Ed è proprio pensando ai giovani, anche a quelli di ieri, alcuni forse presenti oggi alla Caprillina, tra i quali mi rivedo, che mi è tornata alla mente un’immagine legata ai versi di Caproni, che dedico a tutti i livornesi, ai giovani e a chi giovane lo è stato. Alla suggestione e alla nostalgia di questa immagine affido il mio saluto insieme con un affettuoso abbraccio.

“Ragazzi in pantaloni corti,
magri, lungo i Fossi,
aizzandosi per nome
giocavano a pallone”.

Carlo Azeglio Ciampi

Cosa è, il grande centro democratico

 Alcuni Buoni motivi per votare il Referendum, sulla legge elettorale.

La rappresentazione grafica del grande centro Democratico .

 Fonte in Estratto:Blog Ernesto Scontento

SE LA POLITICA AVESSE UNA LOGICA RAZZIONALE, L’ESSERE UMANO SAREBBE IDIOTA DALLA NASCITA!

Invece un altro tormentone che spesso viene riproposto a tempi alterni è quello del grande centro.

Ma i più giovani, quelli che nel 1994 avevano quattordici anni , si potrebbero domandare, MA COSE IL GRANDE CENTRO?

Da un sondaggio di Renato Mannheimer e pubblicato sul corriere della sera del 05/12/2006 dal titolo “L’OSSERVATORIO Il Grande centro può attrarre un elettore su tre “.

Con il termine grande centro, si intende quell’area politica dove risiedono tutte le forse politiche sia di destra che di sinistra, ma che sono moderate nell’esercizio dell’attività politica e, che riconoscono La Democrazia come forma di governo, tanto da essere considerata un valore universale e irrinunciabile.

Alla luce di quanto scritto la dicitura giusta è quella di Ralf Gustav Dahrendorf “ Il Grande Centro Democratico”

In quest’area politica risiedono tutte quelle forse moderate e Democratiche, indipendentemente da essere di ispirazione laica o cattolico cristiana.

Si evince che il grande centro è un’area della politica che deve essere divisa in due per formare il CXS o il CXD, le altre due aree della politica sono quelle classiche di destra e sinistra, ma a questo punto diventano aree politiche dove si collocano i partiti non moderati nell’esercizio politico.

Per far capire, perchè in Italia tutti corrono al grande centro evocando la ex DC basta basta fare un piccolo riepilogo storico.

Alle elezioni politiche del 1992 la DC raccolse il 29,7% (il suo minimo storico) e anche gli altri partiti del Pentapartito furono penalizzati. Nello stesso anno scoppiò lo scandalo di Tangentopoli e, dopo oltre cinquant’anni di attività, dopo la crisi dovuta all’inchiesta giudiziaria denominata Mani pulite, il 18 gennaio 1994 il partito (guidato da Mino Martinazzoli) deliberò il mutamento di nome riprendendo quello del partito fondato da Sturzo nel 1919: Partito Popolare Italiano (PPI).
Come potete vedere il 29,7% è il minimo storico per la vecchia DC, oggi nessun partito singolarmente arriva a tanto.

Svelato l’arcano dei sogni latenti dei nostri politici,veniamo alla realtà della situazione Italiana.

Il grande centro democratico secondo Ralf Gustav Dahrendorf :

Per spiegare il collocamento dei Partiti Dahrendorf disegna il grande centro democratico con tre cerchi due che si toccano su un lato e uno sovrapposto che ricopre il 50% dell’area di entrambi i cerchi, ecco il cerchio sovrapposto è il grande centro Democratico.

Questo cerchio viene diviso in due parti uguali che formano il CXS e CXD, la diagonale di divisione e il confine fra le due aree.

La forza del grande centro sarà l’elettorato mobile quello che sta sulla riga di confine!!!questo insegna la Democrazia Americana, ma è anche quello che emerge dallo studio di Mannheimer.

Perchè?

“lo spessore del confine fra cxd e cxs è come una punta di lapis… ( Ralf Gustav Dahrendorf)”

Seguendo lo schema di Dahrendorf, emerge un paradosso, che vale la pena di capire per capire l’attuale situazione Italiana.
Ci sono Partiti che sono più vicini fra loro nelle aree di centro CXS. e di CXD. ; infatti le forze politiche di ispirazione cattolica sono quelle che oggi militano sia nel CXD che nel CXS .
Questo significa che non sono i valori Cattolici a fare la differenza….MA E’ L’ANTI BERLUSCONISMO!!!
Va però tenuto presente, che solo una legge elettorale in senso maggioritario da forza al grande centro democratico e, preferibilmente a doppio turno, più consona all’elettorato Italiano.
Quello che sta accadendo è impensabile che durerà molto, le minoranze stanno imponendo l’agenda di governo alla maggioranza della coalizione;così si delude l’elettorato di centro, facendo acquisire vitalità alle alee estreme, che stanno appagando il loro elettorato e fanno riflettere l’elettorato di C.S.
Oggi nel 2006 il conflitto non è più fra destra è sinistra, ma è fra chi vuole meno stato è chi vuole più stato in economia, fra chi vuole politici dalle mani pulite e chi no.
Entrambi gli schieramenti devono avere in comune valori universalmente condivisi, quali Libertà, Democrazia, laicità dello Stato,Stato sociale che non vuol dire stato assistenziale, ma società responsabile socialmente a tutti i livelli, questo garantirebbe, anche in caso di cambio di governo fra uno schieramento e l’altro, che la società vada avanti a piccole riforme e, non come oggi che ogni schieramento demolisce ciò che ha fatto l’altro, lasciando gli operatori economici sempre in eterna incertezza.
I mercati per progredire hanno bisogno di stabilità e certezza del diritto, la certezza del diritto e significativo di giustizia, la stabilita e significativo di fiducia.

PER QUANTO SOPRA SCRITTO IO NON CREDO CHE QUESTO GOVERNO COSI COMPOSTO DURERA’ MOLTO, E I MOTIVI SONO OVVI !!!!

Sondaggio Corriere Della Sera:

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La Casta ha Vinto ” Gli Italiani: sono solo bravi a lagnarsi”

 

Applausi alla Casta : la nostra apatia le ha dato la vittoria

La Casta ha vinto, e merita un applauso. Tutti in piedi, signori! Abbiamo di fronte dei fuoriclasse. Hanno reso la politica così nauseante da uccidere il (poco) senso civico che ancora alloggiava nella coscienza degli italiani. A suo modo, è un capolavoro. Certo: trovar rifugio in una fazione, e insultare l’altra fazione, ci piace ancora. Ma questo, con la democrazia, non c’entra.

La prova è la difficoltà imbarazzante nel raccogliere 500.000 firme per il referendum elettorale. E’ vero che i media di governo e d’opposizione ne parlano poco: esistono però i giornali indipendenti, le radio, internet, il cellulare, le piazze, il passaparola. Ma la parola non passa, perché siamo apatici, disinteressati, sfiduciati. Per usare un termine tecnico: non ce ne frega niente. Trovare un buon posto per le vacanze: questo sì è un obiettivo che scalda i cuori.

Non importa che il referendum sia l’UNICO mezzo a disposizione per cancellare una legge elettorale vergognosa, che costringe all’eterno pareggio; per abolire le attuali coalizioni, dove ogni partitello ha potere di ricatto; per impedire che i candidati vengano nominati dai partiti (spesso tra adulatori, camerieri e cortigiane). Qual è il problema? Che per agire, bisogna indignarsi. E per indignarsi, occorre capire. E per capire, è necessario un minimo di attenzione. Solo così si trovano le energie per uscire di casa e firmare (www.referendumelettorale.org).

L’accidia democratica non è solo italiana. Tutte le grandi democrazie soffrono della sindrome della pancia piena. La differenza è che la classe politica, altrove, è meno famelica, meno incosciente, meno spudorata. La Casta in Italia può fare, disfare, abusare, spendere, ridere e deriderci (in periferia come al centro); in Germania, in Francia o negli USA deve stare più attenta. Ma può fare ciò che vuole in quasi tutto l’Occidente.

Lo prova un bel libro di Kamran Nazeer, “Send in the idiots” (in Italia, “La scuola degli idioti”, Rizzoli). L’autore spiega cos’è accaduto con l’Atto per la libertà di informazione che, dall’inizio del 2005, consente a qualsiasi cittadino del Regno Unito di richiedere qualunque informazione a qualunque pubblica autorità: enti governativi locali e centrali, scuole, unità sanitarie, forze di polizia e molti archivi (noi ce la sogniamo, una norma del genere!). La maggior parte delle richieste è gratis, e tutte si possono fare per email.

I civilissimi britannici si sono buttati a chiedere informazioni su costi, spese, sprechi? Manco per sogno. Solo il 20% è al corrente della possibilità, e solo il 6% ha usufruito del servizio. Altre nazioni hanno da tempo il diritto di libero accesso alle informazioni: le loro esperienze sono simili. Solo il 5% dei cittadini australiani ha fatto una domanda. Il 62% delle pubbliche autorità in Canada non ha mai ricevuto una richiesta. In sostanza: esiste un’opportunità per cambiare, ma i cittadini non sono interessati.

Riassunto, amaro: la gente è contenta che a occuparsi della politica sia una classe di professionisti. Questi, che non sono stupidi, ne approfittano. Anche negli Usa è successo, e le ultime campagne elettorali lo dimostrano. “La gente – scrive Nazeer – vuole eleggere qualcuno che condivida i suoi punti di vista, che trovi una soluzione alle sue paure. Non vuole addentrarsi nel dibattito”. Non vuole sentirsi dire che una situazione è complicata: il solo pensiero irrita e affatica.

A proposito: avete firmato per il referendum elettorale, e avete fatto firmare? Se la risposta è “no”, basta commedie: teniamoci la Casta, e non lamentiamoci più.

******

Ricordate che fino al 24/07/2007 – potete votare per il Referendum tramite il vostro comune di residenza. Per maggiri informazioni:


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