
Fonte: La Stampa.it
28/7/2007 – GIAN ENRICO RUSCONI
L a cronica turbolenza della politica interna lascia in secondo piano un dato non meno grave: l’inconcludenza della politica estera italiana, a un passo dalla débâcle.
Registriamo alcuni dati di fatto in ordine crescente di rilevanza. Le oscillanti dichiarazioni di D’Alema sulla missione in Afghanistan rilanciano il sospetto sulla inconsistenza della linea politica italiana e la sua proverbiale inaffidabilità. Nel conclamato ritorno della Libia nella sfera di attenzione e di interesse speciale dell’Europa, grazie alla Francia, l’Italia è assente dopo tanta retorica sui rapporti privilegiati italiani con Gheddafi. L’ambizioso progetto del presidente francese Sarkozy di creare e guidare un’area politico-economica mediterranea, in latente competizione con l’area euro-settentrionale, lascia interdetto e passivo il governo italiano. Infine, la ripresa dell’azione diplomatica della Germania all’Onu per ottenere un seggio temporaneo speciale nel Consiglio di Sicurezza sta aggirando in modo sottile l’opposizione dell’Italia. A fronte di questi dati è naturale mettere sotto accusa il ministro degli Esteri D’Alema. Si ha la sensazione che, dopo il suo brillante attivismo iniziale, non controlli più la situazione. Verosimilmente D’Alema è distratto e disturbato dalle dinamiche politiche interne e dalle difficoltà del suo partito.







































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