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	<title>I Democratici Per Il P.D.</title>
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	<description>“DISAPPROVO CIO' CHE DICI, MA DIFENDERO' FINO ALLA MORTE IL TUO DIRITTO DI DIRLO ” (Voltaire)</description>
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		<title>Obama, il Kennedy nero</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adim</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Barack Obama, I sogni di mio padre. Un racconto sulla razza e l&#8217;eredità. Editrice Nutrimenti, pp. 464. euro 18.00 A chi si ispira Barak Obama? Al presidente Abraham Lincoln e alla sua visione politica, all&#8217;uomo dell&#8217;unità del Paese, della abolizione della schiavitù e dei valori condivisi. Obama, l&#8217;afroamericano, non è un personaggio che divide la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=96&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.hoepli.it/copertine/big/978/8888/9788888389868.jpg" width="150" height="239" /><strong>Barack Obama, I sogni di mio padre. Un racconto sulla razza e l&#8217;eredità. Editrice Nutrimenti, pp. 464. euro 18.00</strong> <strong>A chi si ispira Barak Obama?</strong> Al presidente Abraham Lincoln e alla sua visione politica, all&#8217;uomo dell&#8217;unità del Paese, della abolizione della schiavitù e dei valori condivisi. Obama, l&#8217;afroamericano, non è un personaggio che divide la nazione, ma al contrario ne auspica la sintesi in un cambiamento che riscopra le tradizioni più autentiche dei padri fondatori. Nella sua visione non ci sono divisioni di classe, razziali o di età, ma un popolo unito che deve ritrovare la volontà di sperare. Non è un approccio ingenuo, da predicatore ma da politico accorto e assolutamente in sintonia con la storia americana. Qui sta la sua forza: saper coniugare la novità del suo essere fuori da ogni dinastia consolidata con la tradizione più autentica degli States. È come se fosse sbarcato una seconda volta in Massachusetts (inteso come metafora dell&#8217;agone politico americano) direttamente dal Mayflower, il vascello dei Padri Pellegrini. Un uomo che cerca la sua identità e insieme quella (perduta?) dell&#8217;America. Anche sul tema controverso della guerra in Iraq, Barak non parla di errore, ma di guerra «stupida», inutile, cioè un atto per cui le famiglie americane non capiscono perché devono perdere i loro figli. Obama dunque non esclude la &quot;guerra giusta&quot;, l&#8217;uso della forza militare, l&#8217;interventismo come è presente nella tradizione wilsoniana, ma si chiede perché non aver puntato sul confine pachistano, la dove è l&#8217;origine del pericolo terrorista per la &quot;homeland&quot;, la Patria. Un passo più coraggioso di quanto abbia mai fatto la sua rivale di partito, Hillary Clinton, ed esattamente all&#8217;opposto di quanto sostenuto dal repubblicano John McCain. Per capire di più la complessità dell&#8217;uomo è utile leggere &quot;I sogni di mio padre&quot;, l&#8217;autobiografia di Barack Obama che l&#8217;editore Nutrimenti ha tradotto e pubblicato in Italia. È la storia appassionante dei primi trent&#8217;anni di vita del &quot;Kennedy nero&quot;, un racconto in presa diretta, scritto prima della discesa in campo per la corsa alla Casa Bianca: dalle Hawaii dove Obama è nato, agli anni del college, dai trascorsi newyorkesi al fondamentale lavoro come coordinatore di comunità a Chicago, fino al viaggio in Kenya, per riscoprire la famiglia del padre e le radici africane. Pubblicato la prima volta nel 1995, &quot;I sogni di mio padre&quot; è stato un best seller negli Usa, dove ha già venduto quasi un milione di copie. Ed è stato citato come libro avvincente anche da Caroline Kennedy nella famosa lettera al New York Times con cui ha ufficialmente indicato Obama come unico erede politico di JFK e in cui ha affermato: «Il senatore Obama conduce la sua campagna con dignità e onestà. Ha parlato apertamente e ha rivelato aspetti della sua personalità in due libri avvincenti. Non ho mai conosciuto un presidente che m&#8217;abbia ispirata quanto, mi dicono, abbia fatto mio padre con la gente. Ma per la prima volta, credo d&#8217;avere trovato l&#8217;uomo che potrebbe essere quel presidente &#8211; non solo per me, ma per una nuova generazione di americani». Nel saggio Obama racconta la storia difficile di un americano nato dal matrimonio fra un uomo di colore, proveniente dal Kenya, e una donna bianca, originaria di una piccola cittadina di provincia nel Kansas. Due storie di gente comune fuori dai circuiti del potere e delle dinastie politiche. Ma anche qui Barak, nonostante un nome così stravagante per l&#8217;americano medio, rappresenta la tradizione: un presidente popolare e carismatico che si oppone ai circoli elitari di Washington, così lontani dai bisogni reali della gente comune. &quot;I sogni di mio padre&quot; è dunque interessante perché è un&#8217;autobiografia senza ipocrisie, che narra soprattutto le difficoltà della società americana e dei suoi giovani di colore. Un percorso a ritroso alla scoperta della propria identità, che inizia quando, appena ventunenne, Obama viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Il candidato alle primarie dei Democratici per la Casa Bianca, ripercorre così la sua infanzia alle Hawaii, dove nasce e dove vive con la madre solo per pochi anni, quando il padre decide di tornare in Africa dalla famiglia d&#8217;origine. Non tace sulla difficile adolescenza quando rischia di perdersi tra droghe e gang giovanili. E racconta infine il viaggio in Kenya per conoscere i parenti della famiglia di suo padre e ritrovare la metà africana della sua identità. Ecco perché il senatore dell&#8217;Illinois Barack Obama, candidato alle primarie dei Democratici per le elezioni del novembre 2008, nato a Honolulu (Hawaii, Usa) il 4 agosto 1961, residente a Chicago dove vive con la moglie, Michelle, e con le figlie Malia e Sasha, è comunque stato la novità che ha già cambiato (e potrebbe cambiare ancora) la storia delle prossime elezioni presidenziali. Una storia che nasce da un sogno. Come Martin Luther King.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/96/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/96/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/96/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=96&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Liberalizzazioni, è buio pesto</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2007 15:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Sole 24 ORE 13 giugno 2007 SOCIETA&#8217; LIBERA Quinto Rapporto Sull&#8217;Italia Liberalizzazioni, è buio pesto Non si può negare la buona volontà che sta alla base delle politiche di liberalizzazione di questa legislatura. Ammesso e non concesso che raggiungano gli obiettivi prefissati, è assai improbabile però che l&#8217;incremento delle licenze ai tassisti, la possibilità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=93&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p STYLE="text-align: center"><img WIDTH="400" HEIGHT="300" SRC="http://www.valsesiascuole.it/crosior/1_intertestualita/verga_2.jpg" /></p>
<p ALIGN="center"><strong>Il Sole 24 ORE 13 giugno 2007</strong></p>
<p ALIGN="center"><a HREF="http://www.societalibera.org/diconodinoi/2007/20070613_ilsole24ore.html">SOCIETA&#8217; LIBERA Quinto Rapporto Sull&#8217;Italia Liberalizzazioni, è buio pesto </a></p>
<p>Non si può negare la buona volontà che sta alla base delle politiche di liberalizzazione di questa legislatura. Ammesso e non concesso che raggiungano gli obiettivi prefissati, è assai improbabile però che l&#8217;incremento delle licenze ai tassisti, la possibilità di apertura dei negozi di parrucchiere il lunedì mattina, l&#8217;abolizione delle distanze minime tra le edicole o la cancellazione del balzello sulle ricariche telefoniche &#8220;siano davvero in grado di scardinare le potenti barriere competitive poste ad ogni livello istituzionale, indebolendo i gruppi di potere e le lobby che hanno fin qui frustrato gli impegni riformatori&#8221;.</p>
<p><span id="more-93"></span> Il quinto Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana, promosso da Società Libera, un&#8217;associazione di esponenti del mondo accademico e imprenditoriale che auspica il realizzarsi di una società autenticamente liberale, è assai impietoso con le politiche del Governo e dell&#8217;opposizione di centro-destra ma obbliga a riflettere. Non solo perché invita ad andare molto oltre le apparenze quotidiane,ma perché raccomanda di cogliere i veri ostacoli della modernizzazione senza rinunciare mai ad alzare l&#8217;asticella.<br />
Nel saggio centrale del Rapporto, che non per caso si intitola &#8220;Liberalizzazione per sopravvivere&#8221;, due accademici dell&#8217;Università di Pisa, Raimondo Cubeddu e Alberto Vannucci, si propongono di rintracciare le vere ragioni del malessere italiano e le reali difficoltà delle politiche di rinnovamento e le individuano nelle cattive istituzioni&#8221;, dove si annidano le radici del declino competitivo, e nella conseguente cattiva allocazione dei talenti.<br />
Dal bassissimo livello di innovazione al modesto impegno in ricerca e sviluppo, dal dilagare della corruzione e dell&#8217;economia sommersa all&#8217;ipertrofia normativa per arrivare al degrado della pubblica amministrazione e delle infrastrutture e al venir meno, in larghe zone del Paese, della legalità e della sicurezza, non c&#8217;è indicatore o graduatoria internazionale che registri un recupero del posizionamento civile e sociale prima ancora che economico dell&#8217;Italia. Per rendere pienamente competitivo un Paese, segnalano i due autori, ci vorrebbero invece istituzioni in grado di centrare tre obiettivi: facilitare e governare la circolazione di buone informazioni; assicurare una protezione più sollecita e robusta dei diritti di proprietà; creare le condizioni per interazioni competitive nei mercati.<br />
Su tutt&#8217; e tre i versanti però è buio pesto, anche perché un&#8217;inversione di rotta nel declino italiano, che è prima di tutto civile, sociale, politico e istituzionale, richiederebbe &#8211; come ammette realisticamente il Rapporto- una combinazione di provvedimenti in grado di incidere su un vasto arco di settori che vanno dall&#8217;istruzione e formazione del capitale umano alle attività di ricerca e sviluppo, dalle politiche antitrust al diritto fallimentare, dal sistema creditizio alle privatizzazioni, dalla regolazione del mercato del lavoro, delle professioni e dei servizi pubblici ad altro ancora. Ci vorrebbe, in sostanza, una vera e propria rivoluzione liberale, di cui però non si vedono nemmeno le avvisaglie.<br />
Il Quinto Rapporto di Società Libera mette impietosamente in fila tutti gli indicatori che testimoniano il nostro declino ma avverte, con realismo, che, prima o poi, con i problemi che ingessano la società italiana e che la rendono immobile bisognerà comunque fare i conti e che sarebbe del tutto illusorio immaginare scorciatoie inesistenti o inefficaci.<br />
Malgrado il grigiore diffuso che domina la scena italiana, il Rapporto si chiude con un segnale di &#8220;speranza nel paradosso di un Governo di centro-sinistra che sappia operare con il piglio thatcheriano&#8221; delle prime liberalizzazioni e dimostri capacità e volontà di incidere più in profondità contro le rendite che ad ogni livello ingessano il nostro Paese. Se questo dovesse accadere, prima o poi si potrebbero misurare i benefici di politiche più estese e coraggiose di apertura concorrenziale dei mercati e &#8220;forse allora il consenso diffuso potrà controbilanciare l&#8217;opposizione dei pochi gruppi privilegiati e il lavorio nascosto, nel Parlamento e nel Paese, delle loro lobby trasversali&#8221;. È possibile che sia proprio così ma ci vorrebbe una classe politica molto lungimirante.<br />
<font COLOR="#ff6600"><strong> Che essa, sulla scia di una buona riforma elettorale, riesca prima o poi ad affermarsi non va escluso, ma per ora possiamo solo compiere un atto di fede.</strong></font></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/93/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/93/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/93/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=93&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La ripresa italiana sta perdendo colpi.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2007 15:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[LA CINA METTE DAZI DEL 10% SULL&#8217;IMPORTAZIONI DI MACCHINARI,MENTRE IL SUO PIL CRESCE DEL 12% NEL 2006. Continuiamo a dormire sugli Allori!!!! La la diffusione dei progressi si sta attenuando, mentre le condizioni di investimento sono drasticamente peggiorate. C&#8217;è minore ottimismo sulle prospettive a breve e medio termine e si attenuano le intenzioni di effettuare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=92&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 ALIGN="left"><strong><font COLOR="#ff6600">LA CINA METTE DAZI DEL 10% SULL&#8217;IMPORTAZIONI DI MACCHINARI,MENTRE IL SUO PIL CRESCE DEL 12% NEL 2006.<br />
</font></strong></h3>
<h3><strong><font COLOR="#ff6600">Continuiamo a dormire sugli Allori!!!!  </font></strong></h3>
<p><img WIDTH="454" HEIGHT="273" ALIGN="top" SRC="http://www.movisol.org/pix/disoccupazione4.jpg" /></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">La la diffusione dei progressi si sta attenuando, mentre le condizioni di investimento sono drasticamente peggiorate.</font></strong></p>
<p>C&#8217;è minore ottimismo sulle prospettive a breve e medio termine e si attenuano le intenzioni di effettuare assunzioni.</p>
<p>Il quadro meno roseo è dipinto dalle imprese italiane ed è in sintonia con la produzione industriale piatta, il calo di fiducia manifestato dalle aziende manifatturiere, il rallentamento dell&#8217;export e la battuta d&#8217;arresto dei posti di lavoro.</p>
<p>Contrasta, invece, con il balzo registrato da fatturato e ordini in maggio.</p>
<p>Comincino a farsi sentire gli effetti dell&#8217;euro forte e del rialzo dei tassi, fattori però che non sembrano incidere sul dinamismo dell&#8217;economia tedesca, strutturalmente abituata a fronteggiare la rivalutazione del cambio.</p>
<p>Lo scenario economico, infatti, è migliorato nei precedenti tre mesi per il 25,7% delle aziende, contro il 41,7% della rilevazione di marzo e in linea con il valore contenuto di dicembre, nel pieno delle polemiche sulla Finanziaria.</p>
<p><font COLOR="#ff6600"><strong>È salita la quota di chi percepisce un deterioramento.</strong></font></p>
<p><span id="more-92"></span></p>
<p><img WIDTH="650" HEIGHT="348" ALIGN="top" SRC="http://www.menostato.it/immagini/fatti_ProduttivitaLavoro_OCSEPrivato.jpg" /></p>
<p>Il calo dell&#8217;ottimismo è stato meno marcato nelle imprese maggiori, tra le quali il 38,9% segnala un miglioramento del quadro, nei servizi (28%) e al Nord-Est (27,3%), mentre è stato più marcato al Centro (21,5%).</p>
<p>Sempre al Nord-Est le imprese assegnano la maggiore probabilità, tra quelle indicate dagli intervistati, a un ulteriore progresso nel corso dell&#8217;estate; al Centro e al Sud, invece, c&#8217;è più cautela.</p>
<p>La visione più incerta ha contagiato anche le aspettative sull&#8217;evoluzione dei mercati in cui sono direttamente attive le imprese italiane.</p>
<p>Solo il 17,6% ora si attende un avanzamento (23,9% in marzo), con punte del 20,7% tra le grandi aziende, del 19,2% nel terziario e del 19% nel Nord-Est.</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il pessimismo è invece più diffuso al Centro.</font></strong></p>
<p>Nelle fasi più avanzate del ciclo l&#8217;occupazione continua a crescere  e infatti ancora il 30% delle aziende  prevede i posti di lavoro in rialzo nei prossimi tre mesi.</p>
<p>Con uguale ripartizione tra contratti a tempo indeterminato e contratti a termine.</p>
<p>L&#8217;espansione maggiore è attesa nei servizi, mentre ci si attende stabilità nell&#8217;industria.</p>
<p>Il saldo più alto è nel Nord-Est, quello minore è al Sud, dove le prospettive di riduzione superano addirittura quelle di incremento dell&#8217;occupazione.</p>
<p>I risultati dell&#8217;ultima indagine di <a HREF="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2007/08/indagine-sole24ore-bankitalia.shtml?uuid=c3178e76-43ea-11dc-9927-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero#">Banca d&#8217;Italia</a>, condotta a giugno.</p>
<p><font COLOR="#ff6600"><strong>Che cosa influenza il nostro benessere? </strong></font></p>
<p><font COLOR="#ff6600"><strong>IL LEVITANO DI SEMPRE&#8230;SE NON CI SONO MARGINI LE IMPRESE NON INVESTONO, LA COMPRESSIONE DA QUALCHE PARTE DEVE AVVENIRE PER INCENTIVARE L&#8217;INVESTIMENTO&#8230;..CHI E&#8217; L&#8217;ANELLO DEBOLE DELLA CATENA?</strong></font></p>
<p><img WIDTH="500" HEIGHT="300" ALIGN="top" SRC="http://odl.casaccia.enea.it/FADIIIGen/PensieroSistemico/Immagine/produttivita.jpg" /></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Mentre noi perdiamo la produttività, nel mondo globale, ci sono paesi che chiedono maggiore lavoro, per aumentare il proprio PIL PROCAPITE e, di conseguenza il benessere . Nei paesi in via di sviluppo non esiste lo stato sociale che noi occidentali abbiamo conquistato con anni di lotta, COME QUADRARE IL CERCHIO?</font></strong></p>
<p><img WIDTH="390" HEIGHT="207" ALIGN="top" SRC="http://itinereitalia.esprimo.com/_media/images/schede_paese/cina_pil.gif" /></p>
<p><img WIDTH="579" HEIGHT="359" ALIGN="top" SRC="http://www.assindustria.re.it/indicatori06/indicatori06_file/image002.gif" /></p>
<p ALIGN="center">******</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">LA STORIA PUO&#8217; INSEGNARE?</font></strong></p>
<p><font COLOR="#ff6600"><strong>Il costo della disoccupazione</strong></font></p>
<p>Tra i costi dell’economia, quello della disoccupazione è il più drammatico. Ogni disoccupato costa non solo perché è a carico della collettività, ma anche perché la sua produzione potenziale è persa. Quando la disoccupazione è di massa, come nel caso attuale dei paesi dell’EU, essa diventa il principale costo dell’economia.</p>
<p>Se vogliamo innestare la ripresa economica, risanare i bilanci ecc., questo costo deve essere assolutamente rimosso.<br />
Nel 1945, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, uno dei principali collaboratori di Roosevelt, Henry Wallace, elaborò un calcolo della ricchezza persa a causa della disoccupazione.</p>
<p>Il risultato fece una tale impressione che sotto il suo impatto pubblico fu varata la Legge per la Piena occupazione che il Congresso varò nel 1946. Wallace era stato ministro dell’Agricoltura e del Commercio di Roosevelt, di cui si apprestava a raccogliere l’eredità politica e la Presidenza, ma la corrente avversaria nel Partito Democratico impose Truman e le cose presero un’altra piega.</p>
<p>Tenace sostenitore della teoria economica di Alexander Hamilton e del suo Rapporto sulle Manifatture, Wallace pubblicò un libro intitolato “60 Million Jobs”, che rilanciava l’obiettivo delineato da Roosevelt di creare 60 milioni di posti di lavoro nel dopoguerra proseguendo nel ruolo dirigistico dello stato inaugurato con il New Deal e proseguito con la mobilitazione bellica.</p>
<p>In quel libro Wallace calcolò e illustrò con un grafico il dato secondo cui la disoccupazione seguita alla Grande Crisi del 1929 aveva provocato agli Stati Uniti la perdita di 350 miliardi di dollari, equivalenti a due volte l’intera produzione del 1942 (Vedi figura 1).</p>
<p><img WIDTH="454" HEIGHT="316" ALIGN="top" SRC="http://www.movisol.org/pix/disoccupazione1.jpg" /></p>
<p>Questo è il grafico con cui Henry Wallace illustrò la perdita di ricchezza subita dall’economia americana a causa della Grande Depressione.</p>
<p><strong>Il fondo della depressione si toccò nel 1932, con oltre 10 milioni di disoccupati.</strong></p>
<p>Dal 1933, anno di partenza del New Deal, la curva dell’occupazione risale decisamente, fino a oltrepassare nel 1942 la soglia della piena occupazione e della forza lavoro impiegabile.</p>
<p><strong> E’ un paradosso che si spiega con la mobilitazione bellica che coinvolse le donne e gli anziani normalmente non considerati come parte della forza lavoro.</strong></p>
<p ALIGN="center">******</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">APPROFONDIMENTI:</font></strong></p>
<table CLASS="" CELLSPACING="0" CELLPADDING="0"><strong>agosto 2007</strong><a HREF="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2007/08/produzione-industriale-giugno.shtml?uuid=ead43f6e-43fd-11dc-9927-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero&amp;area=box03"> Produzione industriale in frenata a giugno</a></table>
<p ALIGN="center">******</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/92/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/92/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/92/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=92&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>L&#8217;Europa nell&#8217;età globale</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Aug 2007 21:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociologia]]></category>

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		<description><![CDATA[In breve Il modello sociale europeo – il suo sistema di welfare e di protezione sociale –, considerato da molti il fiore all’occhiello del Vecchio Continente, è entrato in grave sofferenza in molti Stati dell’Unione. La sua riforma è una questione urgente insieme alla necessità di riavviare la crescita economica. I paesi europei che hanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=91&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p STYLE="text-align: center"><img WIDTH="140" HEIGHT="210" SRC="http://www.laterza.it/immagini/copertine/9788842083177.gif" /></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">In breve</font></strong><br />
Il modello sociale europeo – il suo sistema di welfare e di protezione sociale –, considerato da molti il fiore all’occhiello del Vecchio Continente, è entrato in grave sofferenza in molti Stati dell’Unione. La sua riforma è una questione urgente insieme alla necessità di riavviare la crescita economica. I paesi europei che hanno registrato i risultati peggiori hanno molto da imparare da quegli Stati che hanno saputo gestire in modo più efficace le nuove sfide.<br />
Di fronte all’impatto della globalizzazione, bisogna affrontare cambiamenti radicali: la trasformazione dello stile di vita deve entrare a pieno titolo nella definizione di welfare e le problematiche ambientali devono essere messe in rapporto diretto con gli altri doveri del cittadino. Anthony Giddens, le cui opere hanno ridisegnato il pensiero sociale e politico degli ultimi decenni, in questo nuovo, importante saggio indica la strada da seguire.</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Indice</font></strong><br />
Prefazione &#8211; 1. Il modello sociale &#8211; 2. Cambiamento e innovazione in Europa &#8211; 3. Giustizia sociale e divisioni sociali &#8211; 4. Dal welfare negativo al welfare positivo &#8211; 5. Cambiamento dello stile di vita &#8211; 6. A livello comunitario &#8211; 7. Otto tesi sul futuro dell’Europa &#8211; Appendice. Lettera aperta sul futuro dell’Europa &#8211; Note &#8211; Glossario &#8211; Indice analitico</p>
<p><font COLOR="#ff6600"><strong>Gli scopi di questo volume sono molteplici.</strong></font></p>
<p><span id="more-91"></span>Il primo è individuare le politiche economiche e sociali più avanzate nel vecchio continente, e ricavarne delle lezioni. La mia analisi non sarà ristretta all’Unione Europea, verranno riportati anche dati ed esempi di altre parti del mondo. Sui meriti del modello sociale europeo è in corso un acceso dibattito tra chi sostiene che garantisce vantaggi competitivi e chi afferma al contrario che rappresenta, dal punto di vista economico, un handicap. In realtà, esistono molti modelli sociali europei diversi, e alcuni sono più efficienti di altri. I dati dimostrano che i paesi che sono riusciti a realizzare riforme sono più competitivi sul mercato globale e sono in grado di assicurare elevati livelli di giustizia sociale; due elementi che non sono in contraddizione tra loro, ma che anzi si rafforzano vicendevolmente. Il futuro dell’Europa – e forse anche la sopravvivenza dell’Ue come forza di rilievo – è legato all’allargamento di queste riforme a tutta l’Unione.<br />
Le riforme sono fondamentali, ma non sono sufficienti. Dobbiamo pensare in modo più audace. In Europa si discute molto sull’affermazione dell’economia della conoscenza, ma questo dibattito non è accompagnato da un’analisi altrettanto approfondita dei cambiamenti sociali. E, senza quest’analisi, non possiamo sperare di avere efficaci programmi di giustizia sociale e di welfare.<br />
Alcune delle sfide a cui l’Europa deve rispondere sono applicabili a tutte le società sviluppate. Altre sono più legate al contesto europeo, in particolare la scomparsa delle società di tipo sovietico dell’Europa orientale. Bisogna smettere di far finta che l’Unione Europea del dopo-1989 sia semplicemente una versione allargata di ciò che c’era prima. L’identità dell’Unione non può rimanere invariata ora che c’è un confine aperto a est (e sempre più aperto anche a sud).<br />
Il modello sociale europeo è stato definito in buona parte per contrasto: con l’Unione Sovietica e l’Europa orientale da un lato e con il liberismo americano dall’altro. Ma è un’autodefinizione che oggi non è più pertinente. Quando ragioniamo sulle riforme e sui cambiamenti, non è solo al 1989 che dobbiamo reagire, ma anche alle forze e alle influenze che quegli eventi hanno determinato, legate innanzitutto all’ascesa della globalizzazione. È per questo, sulla falsariga di Martin Albrow, che ho scelto di intitolare questo libro L’Europa nell’età globale. L’età globale è uno stato di cose, un insieme di condizioni sociali che segnalano numerosi cambiamenti nelle nostre vite. La globalizzazione, per contro, è un processo, un insieme complesso di processi, che fa riferimento alle forze e alle influenze responsabili di quei cambiamenti.<br />
Una «lotta per l’Europa» è in corso. È un’espressione che ha più di un significato. Una lotta per l’Europa nel senso di uno scontro fra diverse versioni di ciò che l’Unione rappresenta, e della forma che dovrebbe assumere nel futuro. Ma anche una lotta in cui deve impegnarsi l’Europa per ritagliarsi un posto in un mondo di grandi trasformazioni. Io sono a favore dell’Europa e voglio che l’Unione progredisca, cosa che reputo possibile. Ma è un processo che non sarà facile e che è tutt’altro che scontato. Se questo libro riuscirà a offrire un contributo anche modesto al dibattito attualmente in corso sulla direzione che dovrebbe imboccare l’Unione, mi riterrò soddisfatto.</p>
<p><strong>Anthony Giddens</strong></p>
<p ALIGN="center">******</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Giddens al festival dell&#8217;economia</font></strong></p>
<p>Un modello sociale europeo è possibile, ma per averlo accanto all’innovazione economica è necessario anche promuovere un profondo cambiamento del welfare. In futuro le politiche sociali saranno sempre meno standardizzate; dovranno puntare alla prevenzione, promuovere stili di vita e valori “positivi”, offrire agli utenti possibilità di scelta. Questa in sintesi la lezione di uno degli ospiti più attesi del festival dell’Economia, Anthony Giddens, già direttore della London School of Economics e docente di sociologia a Cambridge, nonché “padre” del concetto di “terza via”, ovvero quel processo di riforma del bagaglio di idee e di politiche che sono patrimonio dello schieramento socialdemocratico, dall’Inghilterra agli Usa passando per tanti altri paesi europei e mondiali. Giddens ha esordito con parole di elogio per il festival di Trento, rammaricandosi di non avere avuto lui quest’idea e di non averla realizzata a suo tempo proprio a Londra. Dopo aver brevemente ripercorso l’inizio del suo coinvolgimento attivo in politica, nell’ambito degli incontri organizzati fin dal 1997 dal partito Laburista britannico con i Democratici americani – assieme fra gli altri ai Clinton, ai Blair, a Gordon Brown – e poi via via allargatisi a tanti altri paesi, Giddens è passato ad illustrare i cambiamenti epocali sopravvenuti negli ultimi anni, ovvero: globalizzazione, che per Giddens è sinonimo di più interdipendenza non solo sul piano economico ma anche su quello culturale; nuova economia, sintetizzabile con il dato riguardante gli occupati nei settori dell’agricoltura e dell’industria in Inghilterra, oltre il 40% trent’anni fa, sotto il 15% oggi; infine, un diverso rapporto fra Stato, società civile e cittadino, all’insegna di un crescente desiderio di coinvolgimento delle persone, delle comunità, dei popoli nell’assunzione delle decisioni. Venendo al campo del welfare, Giddens innanzitutto ha fatto piazza pulita delle obbiezioni solitamente sollevate dalla destra, che vorrebbe semplicemente eliminarlo, anche al fine di ridurre la pressione fiscale e quindi di accrescere la competitività. “Gli studi fatti in Europa dimostrano che gli stati più competitivi, come quelli scandinavi, non hanno rinunciato a forme di protezione sociale”, ha tagliato corto. Tuttavia anche Giddens è convinto che il vecchio stato sociale stia finendo. Vediamo allora brevemente quali sono le sue caratteristiche principali. In primo luogo, il welfare tradizionale interviene a posteriori per correggere o limitare gli effetti di eventi negativi già accaduti, come la perdita del posto di lavoro o l’insorgere di una patologia sanitaria. In secondo luogo, il vecchio welfare è “paternalista”: eroga il servizio dall’alto, ed è un servizio altamente standardizzato. Il terzo luogo, il welfare tradizionale è indifferente alla questione degli stili di vita. “Noi oggi abbiamo bisogno di un nuovo welfare – ha ribadito a questo punto della sua analisi Giddens – che deve essere nuovo fin dal nome. Anziché stato sociale potremmo chiamarlo sistema di investimento sociale con funzioni di welfare.” Investimento, dunque, ed in questa parola è racchiusa buona parte di quell’idea di novità, di cambiamento rispetto agli schemi del passato di cui il sociologo britannico si è fatto portatore in questi anni. Vediamo dunque le tre caratteristiche speculari di questo welfare rinnovato. In primo luogo, il nuovo sistema di investimento sociale dovrà avere funzione preventiva. Le sue azioni saranno orientate quindi in maniera prioritaria ad evitare il manifestarsi degli eventi negativi. In secondo luogo, il nuovo welfare dovrà prendere atto che viviamo in una società che si è abituata a scegliere, perché scegliere significa esercitare un potere. Per cui bisognerà introdurre forme di diversificazione dell’offerta, puntare ad un sistema che sia in grado di erogare prestazioni sempre più personalizzate, meno standard. Infine, il nuovo welfare sarà giocoforza interessato a promuovere stili di vita e finanche valori positivi. Esso punterà quindi sull’accrescimento del capitale umano (istruzione, formazione) e del capitale sociale (reti, associazioni di cittadini), e si preoccuperà di correggere quei comportamenti che di fatto generano i problemi e le patologie, ad ogni livello. Dai problemi legati all’obesità o al cancro, prodotti da abitudini e stili di vita nocivi, ad un grande “macroproblema” come quello del surriscaldamento del pianeta, che impone a tutti i cittadini di cambiare rotta, di evitare quanto più possibile quei comportamenti le cui ricadute sono negative per tutta la società, come un consumo eccessivo di energia o un uso smodato dell’auto. In altre parole: il nuovo welfare sarà un welfare “attivo”, con caratteristiche positive, che non si limiterà a cercare di rimuovere le cause dell’infelicità ma di stimolare comportamenti e azioni utili all’intero corpo sociale. Qualche indicazione ancora sul “che fare”, prendendo ad esempio un settore specifico, quello dei problemi causati dalle cattive abitudini alimentari : bisognerà rivolgersi innanzitutto ai bambini, con campagne mirate, perché certi problemi cominciano a manifestarsi fin dalla tenera infanzia, quando gli individui sono più facilmente vittime di campagne promozionali spregiudicate. Ma bisognerà agire anche sul mondo degli adulti, ad esempio regolamentando certe attività commerciali ed esercitando forme di pressione o di controllo sulle imprese. In conclusione, insomma, un sistema sociale europeo, che non si rassegni agli enormi squilibri sociali che si registrano oggi negli Stati Uniti, e che possa essere utile anche a paesi come India e Cina, che stanno sperimentando assieme ad una crescita accelerata delle loro economie anche l’insorgenza di nuove forme di disuguaglianza, è possibile. Bisogna avere però il coraggio di cambiare.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/91/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/91/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/91/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=91&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Pd, un rischio per il nuovo partito il vecchio “vizio” del verticismo. L’allarme di Bersani e di Chiti</title>
		<link>http://pddemocratici.wordpress.com/2007/08/05/pd-un-rischio-per-il-nuovo-partito-il-vecchio-%e2%80%9cvizio%e2%80%9d-del-verticismo-l%e2%80%99allarme-di-bersani-e-di-chiti/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Aug 2007 12:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: L&#8217;Unità Pd, un rischio per il nuovo partito il vecchio &#8220;vizio&#8221; del verticismo. L&#8217;allarme di Bersani e di Chiti Luca Sebastiani Su un punto si dicono tutti d&#8217;accordo: il Partito democratico dovrà nascere dal basso ed essere federalista, altrimenti non sarà. Ma è in questa direzione che si sta avviando il processo fondativo del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=90&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p STYLE="text-align: center"><img WIDTH="220" HEIGHT="172" SRC="http://www.unita.it/images/bindi(4).jpg" /></p>
<p>Fonte:  <a HREF="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=67978">L&#8217;Unità </a></p>
<p><strong>Pd, un rischio per il nuovo partito il vecchio &#8220;vizio&#8221; del verticismo. L&#8217;allarme di Bersani e di Chiti</strong></p>
<p><strong>Luca Sebastiani</strong></p>
<p><strong>Su un punto si dicono tutti d&#8217;accordo: il Partito democratico dovrà nascere dal basso ed essere federalista, altrimenti non sarà. Ma è in questa direzione che si sta avviando il processo fondativo del nuovo soggetto?</strong></p>
<p>Sulla risposta a questa domanda e la costatazione della realtà effettiva si apre invece il fronte del dissenso e s&#8217;innestano le polemiche che in questi giorni estivi stanno attraversando il dibattito intorno alle liste regionali del Pd.</p>
<p><strong>Da giorni, infatti, circolano voci di accordi a tavolino tra i gruppi dirigenti dei Democratici di sinistra e Margherita, voci che parlano di trattative oggetto delle quali sarebbero la spartizione delle segreterie regionali.</strong> Una ai Ds, l&#8217;altra al partito di Francesco Rutelli. Voci talmente insistenti che alla fine Goffredo Bettini, braccio destro del candidato Walter Veltroni si è sentito di smentire categoricamente. Semmai, dice il senatore, sul territorio regna un vero e proprio caos, una sorta di confusione «democratica» che garantisce che la dialettica a livello territoriale sia ancora aperta. E parla di una «velenosa accusa nei confronti di Walter».</p>
<p><strong>In effetti a rimetterci di più in questa polemica è proprio Veltroni. </strong>In quanto candidato designato dalle due maggiori formazioni del processo costitutivo del Pd, è lui che può apparire come il garante delle «logiche d&#8217;apparato» e che, in questa veste, è il centro degli attacchi dei suoi avversari. A determinare la situazione ci sono innanzitutto le regole. Rosy Bindi, candidata alla segreteria, non ha dubbi in proposito, del resto, rivendica, «io sono stata la prima a denunciarle». È chiaro, dice la ministra della Famiglia, che la «lista che parte con un consenso organizzato si mangia tutto». Di qui il rischio che dalle pagine dell&#8217;Unità individuava anche il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, che cioè ci sia una verticalizzazione a cascata sulle liste regionali, che i territori che dovevano mantenere una loro autonomia federalista siano invece prigionieri di scelte dall&#8217;alto.</p>
<p><strong>Bindi, anche in considerazione di «quello che succede in Toscana»</strong>, è d&#8217;accordo con il giudizio del ministro e denuncia la tentazione «dell&#8217;alto» che sta determinando le scelte territoriali. Ma resta combattiva, del resto, dice, uno dei motivi per cui si è candidata è proprio per far sì che il nuovo partito sia veramente nuovo e aperto. Chi non condivide la visione verticistica imposta dalle regole è Antonello Soro della Margherita, che quelle regole ha contribuito a stendere. C&#8217;è una «soglia bassa» d&#8217;accesso alle primarie, dice, e la procedura garantisce «un processo aperto». Se poi ci siano dirigenti tentati dalle scelte verticali, quella è un&#8217;altra storia, più politica.</p>
<p>Su questo punto converge anche il ragionamento della Bindi che a questo punto considera il nodo squisitamente politico perchè se ormai le regole ci sono, quello che «deve cambiare è la politica». E, avverte, lei «verificherà» che la volontà politica del cambiamento si traduca in atti, da parte di tutti.</p>
<p><strong>Tra gli sfidanti di Veltroni anche Enrico Letta condivide il timore di Bersani e Bindi. </strong>Il nuovo soggetto non deve «nascere dall&#8217;alto» come sta accadendo e confessa che è proprio per dare la parola al popolo dal basso, anche e soprattutto a livello regionale, che ha deciso di scendere in campo, «di metterci la faccia».</p>
<p><strong>Ma insomma, qual è la situazione sul territorio?</strong> Non molto chiara a dire il vero, confusa anche per le polemiche e le accuse di questi giorni. Se infatti la Bindi denuncia una decisione dall&#8217;alto per quanto concerne la sua regione, la Toscana, vede altre realtà in cui la faccenda è più aperta e chiede che così rimanga. Di parere opposto alla ministra il diretto interessato della polemica, Andrea Manciulli, segretario regionale dei Ds e molto probabilmente prossimo candidato alla segreteria regionale toscana del Pd in ticket con l&#8217;attuale segretaria margheritina Caterina Bini. In effetti la conformazione della squadra fa pensare ad una replica del tandem nazionale Veltroni Franceschini, ma Manciulli non ci sta a passare per il candidato dell&#8217;apparato. «Io e la Bini facciamo settant&#8217;anni in due, ho la tessera dei Ds da neanche dieci anni, di quali apparati parliamo?». L&#8217;apertura effettiva, dice il diessino, la stiamo facendo praticando «il metodo partecipativo per la raccolta delle adesioni» e per la formazione di una lista aperta al territorio.</p>
<p>Pubblicato il: 05.08.07<br />
Modificato il: 05.08.07 alle ore 11.06</p>
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		<title>Bankopoli</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 23:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Bankopoli LiberalCafè &#8211; quotidiano on line di ispirazione liberale &#8211; domenica 29 luglio 2007 © LiberalCafè &#8211; quotidiano on line di ispirazione liberale<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=89&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a HREF="http://www.liberalcafe.it/"><img ALIGN="top" HEIGHT="60" WIDTH="210" BORDER="0" SRC="http://liberalcafe.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/liberalcafe/banner_liberalcafe.gif" /></a></p>
<p CLASS="quote"><a TARGET="_blank" HREF="http://www.liberalcafe.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=100&amp;Itemid=2">Bankopoli</a><br />
LiberalCafè &#8211; quotidiano on line di ispirazione liberale &#8211; domenica 29 luglio 2007</p>
<p ALIGN="right">© <a TARGET="_blank" HREF="http://www.liberalcafe.it">LiberalCafè &#8211; quotidiano on line di ispirazione liberale</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/89/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/89/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/89/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=89&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>CASA: BANKITALIA, IN DISAGIO 20% ITALIANI PER AUMENTO PREZZI</title>
		<link>http://pddemocratici.wordpress.com/2007/07/29/casa-bankitalia-in-disagio-20-italiani-per-aumento-prezzi/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 22:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Papers]]></category>
		<category><![CDATA[Report Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Fonte: Reset &#8220;libere voci della società civile&#8221; Anche una ricerca appena uscita della B&#8217;Anca D&#8217;Italia, conferma quanto andiamo dicendo da tempo. (AGI) &#8211; Roma, 28 lug. &#8211; Il 20% degli italiani soffre di &#8220;disagio abitativo&#8221;: Dal 1977 al 2004, insomma, l’accesso all’abitazione in rapporto al reddito si e’ ridotto notevolmente, passando da 3,5 a 5,8.Ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=88&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>
<p STYLE="text-align: center"><img WIDTH="217" HEIGHT="217" SRC="http://www.vostrisoldi.it/img/Mutui_casa.gif" /></p>
</h3>
<p ALIGN="center"> <font COLOR="#ff6600">Fonte: </font><a HREF="http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=514"><font COLOR="#ff6600">Reset &#8220;libere voci della società civile&#8221;</font></a></p>
<p><font COLOR="#ff6600">Anche una ricerca appena uscita della B&#8217;Anca D&#8217;Italia, conferma quanto andiamo dicendo da tempo.</font></p>
<p>(<a HREF="http://www.casa-oggi.it/archives/0004154.html">AGI</a>) &#8211; <strong>Roma, 28 lug. &#8211; Il 20% degli italiani soffre di &#8220;disagio abitativo&#8221;:</strong></p>
<p><strong> Dal 1977 al 2004, insomma, l’accesso all’abitazione in rapporto al reddito si e’ ridotto notevolmente, passando da 3,5 a 5,8.</strong>Ma non sono solo i prezzi a rendere l’accesso alla casa piu’ problematico.</p>
<p>Il rapporto infatti stima che il 9,5% dei proprietari vive in una casa inadeguata alla propria struttura familiare, una percentuale che nel caso delle persone in affitto sale al 37,5% contro il 20,4% del 1977; senza contare che l’8% di chi paga oggi un canone di locazione magari stipulato qualche anno fa, oggi farebbe fatica a cambiare casa.</p>
<p>Se il disagio abitativo e’ dunque reale, non per questo aumenta il numero di case popolari, anzi. Dal 1977 al 2004 si sono ridotte a 4,8 milioni le famiglie che ne dispongono (meno di 1,4 milioni sono invece quelle che vivono in abitazioni messe a disposizione da enti locali e associazioni).</p>
<p><strong>Le prospettive non sono certo piu’ rosee.</strong></p>
<p><a TITLE="Indice accessibilità abitazioni" HREF="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2007/07/indice-di-accessibilita-abitazioni.jpg"><img WIDTH="552" HEIGHT="317" ALT="Indice accessibilità abitazioni" SRC="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2007/07/indice-di-accessibilita-abitazioni.jpg?w=552&#038;h=317" /></a></p>
<p>Con l’aumento delle persone che comprano casa, lo studio ipotizza un ulteriore aumento dei prezzi, mentre a mettere in crisi chi sceglie l’affitto saranno i canoni di locazione sempre piu’ alti, com’e’ normale visto l’aumentato valore degli immobili.</p>
<p><strong>Altro problema non da poco saranno i tassi di interesse, pure in prevedibile salita: ipotizzando un aumento di 2 punti percentuali, il rapporto stima che quasi il 2% degli italiani in affitto potrebbe far fatica a pagare un mutuo.</strong></p>
<p><img WIDTH="19" HEIGHT="17" ALIGN="top" SRC="http://www.lavoce.info/images/common/icons_filetype/pdf.gif" /><a HREF="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_9/QEF%209.pdf">Papers  Banca D&#8217;Italia file pdf</a></p>
<p ALIGN="center">******</p>
<p ALIGN="left"><a HREF="http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=493">Dossier Argomento su Reset </a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/88/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/88/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/88/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=88&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Unipol Bnl, senatore Latorre: Giusto interessarsi all’operazione</title>
		<link>http://pddemocratici.wordpress.com/2007/07/29/unipol-bnl-senatore-latorre-giusto-interessarsi-all%e2%80%99operazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 17:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reset]]></category>

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		<description><![CDATA[ Fonte : Reset &#8221;libere voci della società civile&#8221; Roma, 27 lug. (Apcom) L&#8217;iniziativa dell&#8217;Opa Unipol su Bnl &#8220;non poteva non suscitare l&#8217;interesse del mondo politico che non soltanto è, ma deve essere, come accade in tutto il mondo occidentale, sensibile agli assetti economici e finanziari&#8221;. Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori dell&#8217;Ulivo, tra gli esponenti Ds intercettati nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta milanese, offre con una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=87&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p STYLE="text-align: center"><img WIDTH="309" HEIGHT="206" SRC="http://notizie.tiscali.it/feed/news/2007/07/27/apcom/o20070727_114043_5659665D.jpg" /></p>
<p ALIGN="center"> <font COLOR="#ff6600">Fonte : <a HREF="http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=511">Reset &#8221;libere voci della società civile&#8221;</a></font></p>
<p><a HREF="http://notizie.tiscali.it/feed/news/2007/07/27/apcom/apcomz20070727_000002.html"><em><strong>Roma, 27 lug. (Apcom)</strong></em></a></p>
<p>L&#8217;iniziativa dell&#8217;Opa Unipol su Bnl &#8220;non poteva non suscitare l&#8217;interesse del mondo politico che non soltanto è, ma deve essere, come accade in tutto il mondo occidentale, sensibile agli assetti economici e finanziari&#8221;.<br />
Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori dell&#8217;Ulivo, tra gli esponenti Ds intercettati nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta milanese, offre con una lettera al Corriere della Sera la sua versione dei fatti, confermando il suo &#8220;rammarico&#8221; per &#8220;il mancato successo di quella operazione&#8221;.<br />
Nella missiva, quasi una memoria scritta, Latorre ricostruisce le tappe della vicenda dimostrando come &#8220;nonostante il clamore&#8221;, &#8220;nulla è stato poi osservato in merito al periodo in cui queste conversazioni sono avvenute: in quel momento &#8211; sottolinea, date alla mano, l&#8217;esponente ds &#8211; nulla più poteva essere fatto per creare i presupposti per l&#8217;insider trading o l&#8217;aggiottaggio.<br />
Le azioni erano già state acquisite e i giornali, infatti, avevano già dato notizia dell&#8217;Opa&#8221;. Insomma, prosegue Latorre, &#8220;ritengo che non ci sia alcunché di illecito in questi comportamenti né tanto meno di opaco&#8221;.<br />
Puntando il dito contro la &#8220;fuga di notizie&#8221; e il mancato accertamento dei responsabili, il vice capogruppo ulivista ribadisce infine la sua disponibilità &#8220;a fornire ogni chiarimento ritenuto necessario nelle sedi opportune a prescindere dal mio ruolo di parlamentare.<br />
Ci sono poi prerogative che sono nella esclusiva disponibilità della Giunta per le autorizzazioni del Parlamento. Io &#8211; conclude &#8211; condividerò ogni decisione presa in quella sede, tanto più quella di autorizzare l&#8217;uso delle intercettazioni&#8221;.</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Ci Prendono per i Fondelli, QUESTI SONO SENATORI E CREDONO DI MELEGGIARE I CITTADINI.</font></strong></p>
<p><span id="more-87"></span>Qui non è in discussione se c&#8217;è la rilevanza penale o meno, qui in discussione c&#8217;è il problema politico di una CLASSE DIRIGENTE che, fa politica da 20/30 anni, senza avere il ben che minimo senso del pudore sull&#8217;etica della Responsabilità.</p>
<p>Una CLASSE DIRIGENTE che dice L&#8217;Italia va Male e da sempre la colpa agli altri, MA LORO DOVE ERANO IN QUESTI ULTIMI 20/30 ANNI ????</p>
<p>Nemmeno gli passa per la testa che. erano a conoscenza di un  Concerto per L&#8217;OPA su BNL e, come Senatori della Repubblica avevano il dovere e l&#8217;obbligo di denunciarne il fatto.</p>
<p>Nemmeno pensano al problema politico, che porta i cittadini a schifare la politica ,per come questa classe dirigente sta interpretando il ruolo di leader.</p>
<p>Ormai è chiaro che, ci sono leader che, vedono la politica solo come rappresentazione di Lobby affaristico finanziarie a discapito dei più che, sono i cittadini e i militanti.</p>
<p>E&#8217; penosa la difesa di Massimo D&#8217;Alema rilasciata a Repubblica:</p>
<p>Intercettazioni: &#8220;E&#8217; un&#8217;indecenza mettere sotto processo una classe dirigente per una battuta&#8221;</p>
<p><em><strong>14 Giugno 2007 </strong></em>-<a HREF="http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&amp;cont_id=10910">vedi video</a>.</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">ANCHE NOI SOGNAMO, UNA CLASSE DIRIGENTE E, UNA POLITICA DEGNA DI QUESTO NOME.</font></strong></p>
<p ALIGN="center">******</p>
<p><em><strong>Approfondimenti:</strong></em></p>
<p><a HREF="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/anto-intercetta-2/gip-forleo/gip-forleo.html">Unipol, Forleo accusa: &#8220;Politici complici&#8221;Mastella attacca: &#8220;Possibili lesioni dei diritti&#8221;</a></p>
<p>Milano, 24 lug. &#8211; (<a HREF="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1134926966">Adnkronos</a>) &#8211; <em>&#8220;L&#8217;iniziativa assunta dal gip di Milano Clementina Forleo sconvolge i ruoli perche&#8217; assume posizioni che appartengono alla Procura&#8221;. Lo ha dichiarato il senatore Ds Nicola Latorre in un&#8217;intervista trasmessa su Radio 24. Commentando la vicenda relativa alle intercettazioni telefoniche disposte nel corso delle indagini effettuate a Milano sulle scalate alla Bnl, all&#8217;Antonveneta e a Rcs, Latorre si dichiara certo che &#8220;prima la Giunta poi l&#8217;aula valuteranno con serenita&#8217; e rigore la documentazione (la richiesta avanzata dal gip Forleo di poter utilizzare le intercettazioni che coinvolgono 6 parlamentari, ndr) posto che di questo materiale non c&#8217;e&#8217; ancora traccia&#8221;.</em></p>
<p><a HREF="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=67812">Fassino: «Sui Ds superato ogni limite»</a></p>
<p><a HREF="http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=76841">Fassino a Consorte: aspetta a denunciare &#8211; di GIANLUIGI NUZZI</a></p>
<p><font COLOR="#ff6600"><em><strong>Unipol BNL &#8211; Tutte le notizie su Google, già filtrate:</strong></em></font></p>
<p><a HREF="http://www.google.com/search?hl=it&amp;client=opera&amp;rls=it&amp;hs=kKr&amp;q=unipol+bnl&amp;btnG=Cerca&amp;lr="><img WIDTH="150" HEIGHT="58" ALIGN="top" SRC="http://pddemocratici.files.wordpress.com/2007/06/news_res.gif?w=150&#038;h=58" /></a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/87/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/87/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/87/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=87&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il governo, il cortile e il mondo</title>
		<link>http://pddemocratici.wordpress.com/2007/07/28/il-governo-il-cortile-e-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 14:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ Fonte: La Stampa.it 28/7/2007 &#8211; GIAN ENRICO RUSCONI L a cronica turbolenza della politica interna lascia in secondo piano un dato non meno grave: l’inconcludenza della politica estera italiana, a un passo dalla débâcle. Registriamo alcuni dati di fatto in ordine crescente di rilevanza. Le oscillanti dichiarazioni di D’Alema sulla missione in Afghanistan rilanciano il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=86&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p STYLE="text-align: center"><img SRC="http://www.massimodalema.it/libimg/dalema_100808_img.jpg" BORDER="0" WIDTH="250" HEIGHT="272" /></p>
<p> Fonte: <a HREF="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=3325&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">La Stampa.it</a></p>
<p><strong><em>28/7/2007 &#8211; </em></strong><strong><em>GIAN ENRICO RUSCONI</em></strong></p>
<p><strong><em><br />
<strong><em>L a cronica turbolenza della politica interna lascia in secondo piano un dato non meno grave: l’inconcludenza della politica estera italiana, a un passo dalla débâcle.</em></strong></em></strong></p>
<p>Registriamo alcuni dati di fatto in ordine crescente di rilevanza. Le oscillanti dichiarazioni di D’Alema sulla missione in Afghanistan rilanciano il sospetto sulla inconsistenza della linea politica italiana e la sua proverbiale inaffidabilità. Nel conclamato ritorno della Libia nella sfera di attenzione e di interesse speciale dell’Europa, grazie alla Francia, l’Italia è assente dopo tanta retorica sui rapporti privilegiati italiani con Gheddafi. L’ambizioso progetto del presidente francese Sarkozy di creare e guidare un’area politico-economica mediterranea, in latente competizione con l’area euro-settentrionale, lascia interdetto e passivo il governo italiano. Infine, la ripresa dell’azione diplomatica della Germania all’Onu per ottenere un seggio temporaneo speciale nel Consiglio di Sicurezza sta aggirando in modo sottile l’opposizione dell’Italia. A fronte di questi dati è naturale mettere sotto accusa il ministro degli Esteri D’Alema. Si ha la sensazione che, dopo il suo brillante attivismo iniziale, non controlli più la situazione. Verosimilmente D’Alema è distratto e disturbato dalle dinamiche politiche interne e dalle difficoltà del suo partito.</p>
<p><span id="more-86"></span> Ma la posta in gioco va ben oltre il raggio d’azione del ministro degli Esteri, perché investe la posizione intera e l’immagine complessiva dell’Italia in Europa e nel mondo. Il guaio è che lo stesso presidente del Consiglio è invischiato e paralizzato quasi totalmente dalle tensioni domestiche. Il risultato è l’irrilevanza della politica estera italiana a tutto vantaggio degli Stati più solidi e più intraprendenti. Smettiamola con il lamento di rito sugli Stati nazionali che hanno impropriamente acquistato peso e persino capacità di ricatto rispetto alle istituzioni internazionali, a cominciare dall’Unione europea.</p>
<p>Questa è semplicemente la realtà, con la quale fare i conti. I membri della Commissione europea sono diventate figure patetiche accanto ai capi di Stato e di governo nazionali più attivi. Ma tra questi non ci sono certamente gli italiani, che al massimo raggiungono l’obiettivo di apparire nella fotografia ufficiale di gruppo. È finito il tempo in cui la semplice presenza in Europa copriva e compensava l’inconcludenza italiana.</p>
<p>Adesso è difficile dire quale strada si debba intraprendere per evitare il definitivo declassamento internazionale dell’Italia &#8211; non già per sciocchi motivi di prestigio nazionale ma per mantenere il Paese al livello del riconoscimento che merita. Per cominciare, occorre ristabilire contatti più stretti, diretti e sistematici con i tradizionali partner europei, Germania e Francia. Sarà dura perché «gli amici» francesi e tedeschi da un decennio ormai ci snobbano. Ci tirano in scena quando fa loro comodo e ci lasciano perdere appena possono farne a meno, cioè quasi sempre.</p>
<p>Ricordo l’enfasi con cui Romano Prodi all’indomani della sua entrata a Palazzo Chigi si è recato a Berlino, annunciando di voler lavorare a stretto contatto con la Germania della cancelliera Merkel. Non solo per il rilancio dell’Unione europea con la prospettiva (illusoria) di mantenere in vita il Trattato costituzionale, ma per rafforzare in generale, anche bilateralmente, linee comuni di politica internazionale. Ma non è successo nulla. Anzi in occasione del Consiglio europeo di Bruxelles e nella valutazione dei suoi risultati Prodi e la Merkel si sono trovati molto distanti. Solo la cortesia diplomatica copre la crescente indifferenza dei massimi vertici politici.</p>
<p>Quando faccio questa affermazione vengo immediatamente subissato da critiche che mi segnalano la calda simpatia che i tedeschi continuano a nutrire verso l’Italia, gli eccellenti rapporti economici e i vincoli culturali. Ma qui parlo di politica, di rilevanza internazionale nelle grandi scelte collettive energetiche e strategico-militari. Qui la posizione italiana è irrilevante. Ma esiste una posizione italiana su queste grandi questioni?</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/86/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/86/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/86/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=86&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Dialogo di due padri con i loro figli uno è conservatore e l&#8217;altro progressista.</title>
		<link>http://pddemocratici.wordpress.com/2007/07/27/dialogo-di-due-padri-con-i-loro-figli-uno-e-conservatore-e-laltro-progressista/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 20:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marklimon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reset]]></category>

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		<description><![CDATA[ Fonte: Reset &#8220;libere vici della società civile&#8221; Salve Ragazzi, ieri 26/07/2007 nel mio comune Bientina (Pisa), c&#8217;è stata la prima assemblea aperta per il coordinamento Comunale per il P.D. Mi sono domandato di cosa parlare, seguendo i vari incontri per il PD, e prendendo spunto dai temi esposti anche da leader locali, devo dire che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=85&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p STYLE="text-align: center"><img WIDTH="318" HEIGHT="212" SRC="http://www.padri-ad-ore.org/images/foto_centrale.jpg" /></p>
<p ALIGN="center"> <font COLOR="#ff6600">Fonte: <a HREF="http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=507">Reset &#8220;libere vici della società civile&#8221;</a></font></p>
<p><strong>Salve Ragazzi, ieri 26/07/2007 nel mio comune Bientina (Pisa), c&#8217;è stata la prima assemblea aperta per il coordinamento Comunale per il P.D.</strong></p>
<p>Mi sono domandato di cosa parlare, seguendo i vari incontri per il PD, e prendendo spunto dai temi esposti anche da leader locali, devo dire che la scelta era ampia e, potevo parlare di:</p>
<p>- Max Weber e, della politica come professione ( tema molto sentito),</p>
<p>- Della Democrazia che non c&#8217;è e, della democrazia che vogliamo intesa come partecipazione politica e, vicinanza dell&#8217;eletto all&#8217;elettore,</p>
<p>- Dei costi della democrazia legittimi fin dai tempi di Pericle, ma degli sprechi politici politici non legittimi,</p>
<p>- Della Flexsicurity, che non è una invenzione  di C. Damiano o di T. Treu, Ma già A.Giolitti ne parlava nel suo saggio dal titolo “ un socialismo possibile” del 1965 e ,quindi dal mio punto di vista un dovere morale, per quelle forse politiche che guardano al sociale e, una necessità per la modernizzazione del paese.</p>
<p>Certo sono  temi  di attualità,sono temi importanti e, se supportati da a  persone o testi ritenuti  idonei, sia dal mondo politico che da quello accademico, assumono anche &#8216;autorevolezza.</p>
<p><strong> MA FACEVO QUALCOSA DI NUOVO&#8230;&#8230;, PROBABILMENTE NO.</strong></p>
<p>QUINDI  HO PENSANDO DI PARLARE DI UN COLLOQUIO IMMAGINARIO SU 6/7 PUNTI FRA DUE PADRI E I LORO FIGLI ADOLESCENTI.</p>
<p>Entrambi i padri sono, imprenditori, democratici e, consci che l&#8217;economia di mercato non si può abolire,</p>
<p><font COLOR="#0000ff">UNO E DI C.D E LO CHIAMERO UN PADRE CONSERVATORE,</font></p>
<p><font COLOR="#ff6600">L&#8217;ALTRO E&#8217; DI CS E LO CHIAMERO UN PADRE PROGRESSISTA.</font></p>
<p>Un partito nuovo nasce anche da qui, da un modo anche diverso di dialogare, consapevoli che il PD, non potrà certo essere una tavola bianca, ognuno di noi a una sua storia politica alle sue spalle, ma dobbiamo prendere dal passato ciò che è BUONO e  avere l&#8217;intelligenza di ABBANDONARE  il resto.</p>
<p>Bisogna riappropriarci del nostro ruolo di militanti politici che, per me che vengo dalla sinistra è, l&#8217;interpretazione che, A. Giolitti ha dato dell&#8217;intellettuale organico di Gramsciana memoria.</p>
<p><em><strong><font COLOR="#ff0000"> SCRIVE A . GIOLITTI :</font></strong></em></p>
<p><em><font COLOR="#ff0000">“ Ciò che A. Gramsci, intendeva per intellettuale organico è, il militante di base che, parlando giornalmente di politica, promuove la Democrazia e la Responsabilità Pubblica”.</font></em></p>
<p><em><font COLOR="#ff6600"><strong>Una premessa, chi leggerà questo POST, tenga presente che, nel dialogo c&#8217;è un adoloscente e, come diceva un mio vecchio Proff.la cosa più difficile per me è, spiegare concetti complessi con parole semplici, perchè solo le parole semplici sono recepite dagli adolescenti.</strong> </font></em></p>
<p><strong>Dialogo con i loro Figli: </strong></p>
<p><span id="more-85"></span><br />
<strong><font COLOR="#0000ff">Il PADRE CONSERVATORE:</font></strong></p>
<p><strong><font COLOR="#0000ff">Come vede  suo figlio?</font></strong></p>
<p>Lo vede sopra agli altri, lo vede primeggiare su tutti, gli insegna che essere secondi equivale ad essere perdenti.</p>
<p><strong><font COLOR="#0000ff">Il figlio domanda al padre, Cosa è la Democrazia?</font></strong></p>
<p>Il padre risponde che la Democrazia è un orpello necessario, per far funzionare l&#8217;economia di Mercato,non ci sarebbe l&#8217;economia di mercato senza Democrazia. Ma  spiega al figlio che  è la Democrazia funzionale al mercato e non viceversa. Il padre dice al figlio che la Democrazia per funzionare a un costo che viene pagato con le tasse. Che gli uomini migliori sono impegnati nei loro affari quotidiani,quindi delegano altri uomini che giudicano capaci,alla conduzione della Democrazia e,ovvio dice il padre che se li lasciamo fare, questi non spendendo direttamente il frutto del loro lavoro tenderanno a sperperare il denaro pubblico e, di conseguenza chiederanno più tasse per il mantenimento dello Stato Democratico.</p>
<p><strong><font COLOR="#0000ff">Il figlio domanda al padre, quale è l&#8217;aliquota giusta per le tasse?</font></strong></p>
<p>Il padre risponde che le tasse. Sono una costrizione necessaria per i motivi detti prima del mantenimento dello stato di diritto, il riconoscimento della proprietà privata,il riconoscimento giuridico degli accordi contrattuali, servono per la costruzione delle infrastrutture necessarie, quindi le tasse dovrebbero essere pagate nella misura necessaria al mantenimento minimo della  democrazia. Questa funzione gli spiega a un duplice effetto: il primo meno paghi più rimane per te stesso e, puoi comprarti o usufruire dei servizi che lo stato non ti concede, il secondo  è che con poche risorse,chi amministra la cosa pubblica, si ingehna, dando il meglio di se e, noi possiamo controllare meglio l&#8217;allocazione della spesa Pubblica.<br />
Quindi siccome tutti usufruiamo della Democrazia, l&#8217;aliquota giusta è unica e sufficiente per il mantenimento dei servizi che lo stato eroga.</p>
<p><strong><font COLOR="#0000ff">Il figlio domanda al padre, che cosa è il l&#8217;economia di mercato?</font></strong></p>
<p><font COLOR="#0000ff"><strong>ADAM SMITH……</strong></font></p>
<p>Per i Neoliberalisti è il mercato che guida tutta la società, e siccome ” La ricchezza delle nazioni” serve per far diventare ricche le Nazioni, A. Smith è considerato il padre del libero mercato<br />
<strong> CHI E’ CHE OSA &#8230;&#8230;..METTERE IN DISCUSSIONE I SUOI PRINCIPI……</strong><br />
Infatti,il rapporto fra Capitale e lavoro è, lo stesso che c&#8217;è con una  qualsiasi altro tipo di materia prima, si acquista al miglior prezzo,siccome il prezzo è determinato dalla domanda e dall&#8217;offerta, maggiore sarà l&#8217;offerta di manodopera, minore dovrà essere il suo costo.</p>
<p>Queste poche e semplici regole sono sufficienti a far progredire una Nazione.</p>
<p><strong>Il mercato trova sempre un punto di equilibrio.</strong></p>
<p><strong><font COLOR="#0000ff">Il figlio domanda al padre quale è il suo rapporto con l&#8217;ambiente?</font></strong></p>
<p>Il padre risponde che lui è conscio che la natura non è illimitata ma che non è per questo che noi possiamo sacrificare il nostro benessere di vita,non siamo noi funzionali alla natura ma è la natura funzionale a noi.<br />
Il padre gli dice di non confondersi troppo con certi argomenti, in fondo l&#8217;uomo a sempre cercato di evolversi per vivere al meglio, quindi è nell&#8217;indole dell&#8217;uomo migliorare le proprie condizioni di vita.</p>
<p><strong><font COLOR="#0000ff">Il Figlio  domanda al Padre che cosa è il Welfare o Stato Sociale.</font></strong></p>
<p>Il Padre Risponde che il Welfare è la pretesa degli incapaci, che vorrebbero i servizi dallo stato, ma con l&#8217;arroganza che devono pagare gli altri&#8230;.di solito dice il padre chi fa richieste di Welfare e, colui che non ha le risorse economiche per mantenersi o pagare i servizi che a lui necessitano,e perchè dovremmo pagarli noi per lui?</p>
<p>Vedi gli dice è come chi grida alla disoccupazione,ma siamo proprio sicuri che quel signore cerca lavoro&#8230;..se il mercato fosse veramente libero tutti lavorerebbero e sarebbero in condizioni di mantenersi,e poi anche qui non ti porre troppe domande, posso garantirti che ci sarà sempre qualche signore benestante che donerà qualcosa alle associazioni che si occupano dei più bisognosi.</p>
<p><strong><font COLOR="#0000ff">Il Figlio  domanda al Padre che cosa è la laicità.</font></strong></p>
<p>La laicità è l&#8217;indipendenza che lo stato, deve avere nei confronti dei postulati della chiesa,insomma la laicità è indipendenza di pensiero. Ma si può essere indipendenti?<br />
Certo che no lo capisci benissimo, ogni uomo a una sua formazione e la nostra formazione Religiosa è quella Cattolico Cristiana. Quindi la laicità è un paradosso,vorrebbe i politici, che si ispirano alla religione Cattolico Cristiana, indipendenti da questi valori.</p>
<p><strong>Ma come fa un buon cattolico praticante, a rimanere indifferente ai suoi valori.</strong></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il PADRE PROGRESSISTA:</font></strong></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Come vede il padre suo figlio?</font></strong></p>
<p>Lo vede in mezzo agli altri e con gli altri, gli insegna che essere primi è importante ma non vitale,la cosa più importante è che lui vinca rispettando se stesso e le regole del gioco. Il padre vede suo figlio all&#8217;interno della comunità e sa che nella vita ci sarà sempre qualcuno più forte di lui.</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il figlio domanda al padre, Cosa è la Democrazia?</font></strong></p>
<p>Il padre gli risponde che la Democrazia, è lo strumento per consentire la partecipazione di tutti alle scelte della comunità.<br />
La Democrazia parte  dal presupposto che, gli uomini anno pari libertà è parità dignità politica.<br />
<strong> La Democrazia è, una forma di convivenza condivisa, fra individui diversi nei loro valori.</strong></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il figlio domanda al padre, quale è l&#8217;aliquota giusta per le tasse?</font></strong></p>
<p>Il Padre gli dice che non c&#8217;è un&#8217;aliquota prefissata per le tasse, ma le tasse sono il mantenimento delle infrastrutture  volute dalle generazioni precedenti, Fai attenzione gli dice sono infrastrutture le cose materiali come strade, ponti, porti, ecc..ecc&#8230; Ma anche quelle immateriali, che sono quelle necessarie al mantenimento dello stato sociale. Quindi non esiste una aliquota fissa per pagare le tasse, ma esiste un principio e un metodo, il principio è un principio di solidarietà ed è, quello dell&#8217;aliquota proporzionata, il metodo è quello della gestione, <strong>chi gestisce il denaro pubblico “ deve considerare i soldi pubblici, come una risorsa scarsa e poco riproducibile” OGNI LIRA SPESA MALE E&#8217; UNA LIRA SOTRATTA AL SOCIALE.</strong></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il figlio domanda al padre, che cosa è  l&#8217;economia di mercato?</font></strong></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">ADAM SMITH……</font></strong></p>
<p>Il padre  dice al figlio che è fuorviante l&#8217;interpretazione che i Neoliberalisti danno del pensiero di A.Smith.</p>
<p>A.Smith era professore di filosofia Morale, infatti prima di R.D.N. scrive <strong>” Teoria dei sentimenti morali” </strong>dove si inventa l’osservatore imparziale che riporterà anche in R.D.N., l’osservatore imparziale è quell’essere immaginario che ci osserva e, che giudica il nostro agire, anche di fronte alle transazioni di mercato, dove c’è, il nostro utile personale  <strong>“è la nostra coscienza morale”</strong> che ci richiama alla regola Aurea di <strong>“fare agli altri, ciò che vorresti che fosse fatto a te stesso, nelle solita situazione”.</strong><br />
Due interpreti contemporanei di questo modo di interpretare il pensiero di A. Smith, sono  gli economisti A.K SEN e Paolo Sylos Labini.</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il figlio domanda al padre quale è il suo rapporto con l&#8217;ambiente?</font></strong></p>
<p>Il Padre Risponde che è una tematica complessa e non di facile soluzione, ma in via generale io condivido il concetto che l&#8217;ambiente è un bene comune è non illimitato, quindi il suo sfruttamento deve essere concepito come equo e sostenibile.<br />
Va da se gli dice il padre che su questa tematica  complessa e generica è  il buon senso che deve prevalere, valutando di volta in volta la tematica specifica.</p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il Figlio  domanda al Padre che cosa è il Welfare o Stato Sociale.</font></strong></p>
<p>Il Padre gli dice che lui a già risposto in parte a questa domanda, Ma vuole aggiungere qualcosa in più. Gli dice che nella vita non si sa mai cosa può succedere e, per quanto tempo lui ci sarà.<br />
Allora lo stato sociale se è equo e solidale, lui lo vede come  una assicurazione per lui, che dovrà continuare a vivere. <strong>Ma  soprattutto non lo priverà della sua dignità di uomo.</strong></p>
<p><strong><font COLOR="#ff6600">Il Figlio  domanda al Padre che cosa è la laicità.</font></strong></p>
<p>Il padre risponde che, lui non riflette, il figlio ribadisce, perchè non rifletto!!!</p>
<p>Se riflettevi gli dice, ti saresti reso conto che, io ti ho lasciato libero di allestire la tua camera come se fossimo a CUBA, eppure lo sai che io non ho molta simpatia per Fidel Castro&#8230;..</p>
<p>Se riflettevi notavi che ti ho lascito ibero di frequentare la chiesa, ed andare a messa quando volevi, eppure sai che io non sono un cattolico praticante.</p>
<p>Se riflettevi notavi che quando vieni a casa e, sei arrabbiato, perchè ai avuto dei problemi  a scuola, con ragazzi di altre Nazionalità e, a causa della tua giovane età , ai detto cose che normalmente non pensi, io ti ho ripreso, dicendoti che quello che dicevi non era in sintonia con quel signore col Basco che guardi andando in camera, e con la chiesa che ogni tanto frequenti .</p>
<p>Io lo so che sei giovane è istintivo, la ponderatezza viene con l&#8217;età e l&#8217;esperienza, purtroppo non si compara da nessuna parte.</p>
<p>Quindi per rispondere alla tua domanda la  <strong>&#8220;Laicità è Libertà&#8221;</strong>, io ti ho lascito libero di trovare i tuoi valori di riferimento.</p>
<p><strong> La laicità e strettamente collegata alla Democrazia, in quanto la democrazia riconosce la pluralità dei valori e, riconosce pari dignità a quei valori.</strong></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/pddemocratici.wordpress.com/85/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/pddemocratici.wordpress.com/85/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pddemocratici.wordpress.com/85/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pddemocratici.wordpress.com/85/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pddemocratici.wordpress.com/85/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pddemocratici.wordpress.com/85/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pddemocratici.wordpress.com/85/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pddemocratici.wordpress.com/85/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pddemocratici.wordpress.com/85/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pddemocratici.wordpress.com/85/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pddemocratici.wordpress.com/85/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pddemocratici.wordpress.com/85/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pddemocratici.wordpress.com/85/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pddemocratici.wordpress.com/85/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pddemocratici.wordpress.com/85/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pddemocratici.wordpress.com/85/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pddemocratici.wordpress.com&amp;blog=1264016&amp;post=85&amp;subd=pddemocratici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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